Il busto di Giovanni Boccaccio, scolpito da Giovan Francesco Rustici, risale al 1503 ed è considerato uno dei cardini per la ricostruzione del primo periodo del Rustici.
Il busto è stato spostato più volte nei secoli; adesso risiede su una parete, al di sopra di una lastra che commemora l'erezione del monumento, nella Chiesa dei SS. Iacopo e Filippo a Certaldo.
Quest'opera può essere considerata un ritratto, tuttavia il fine puramente celebrativo gli dà un significato astratto.
Non possiamo non notare le pieghe bizzarre e scattanti e il volto eccentrico del grande scrittore, quasi che il Boccaccio dall'alto della sua cultura e con il suo Decamerone in mano, voglia prendersi gioco dei certaldesi, come fece d'altronde Fra' Cipolla in una delle sue novelle.
Queste caratteristiche, che rendono l'opera in certo modo ironica, sicuramente derivano dall'influenza che il Rustici ebbe da Filippino Lippi agli inizi della sua carriera artistica.
Per complesse ragioni e per complesse vie, in quegli anni si stava elaborando, in pittura come in scultura, il ritratto con le mani: certamente in questa elaborazione anche il Busto del Boccaccio segnò una tappa importante.
Ambra [^]
"Certaldo,
come voi forse avete potuto udire,
è un castel di Val d'Elsa
posto nel nostro contado,
il quale, quantunque picciol sia,
già di nobil uomini e d'agiati
fu abitato"
Giovanni Boccaccio