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Giovanni Boccaccio

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Rimosso l’amianto anche dall’Asilo Nido Arcobaleno di Certaldo

Amianto negli edifici, cosa è necessario sapere

➜ Ambiente e Trasporti

Prosegue l’attività dell’Asl 11 sul territorio per il controllo e la corretta dismissione dei materiali contenenti amianto

Sull’argomento interviene la dottoressa Maria Grazia Petronio, responsabile dell’unità operativa ambiente e salute del dipartimento prevenzione dell’Asl 11, nell’intervista che segue.

Qual è la situazione riguardo alla presenza di amianto negli edifici?

Nel 1996 l’Asl 11 ha effettuato il primo censimento della presenza di amianto negli edifici pubblici e/o aperti al pubblico (ospedali, scuole, uffici pubblici, supermercati, impianti sportivi, banche, ecc…) presenti nei quindici comuni del suo territorio.

I dati emersi dal censimento evidenziavano la presenza di un edificio con amianto friabile, di un edificio con presenza di amianto friabile nelle attrezzature (strumenti), di tredici manufatti in cemento-amianto (canne fumarie, serbatoi acqua, ecc..), di ventitré coperture in ”eternit”, di tre edifici con fibre minerali artificiali in matrice friabile.

Ci sono poi gli edifici privati con coperture in ”eternit” visibili a tutti.

Infatti, la legge non prevede che tutti i materiali contenenti amianto debbano essere rimossi, ma che venga valutato nel tempo lo stato di conservazione, bonificandoli (con vernici incapsulanti, confinandoli o rimuovendoli) solo se molto degradati.

Qual è la situazione oggi?

Relativamente alle scuole pubbliche del Valdarno tutte le coperture rilevate dal censimento sono state rimosse o sono in via di rimozione come nel caso del Liceo Marconi a San Miniato per il quale si prevede una completa ristrutturazione.

Nelle scuole dell’Empolese Valdelsa, inoltre, è stato appurato che la scuola elementare-media a Montelupo presenta una copertura esterna della palestra in buone condizioni appositamente controsoffittata all’interno, per la quale è previsto un progetto di sostituzione che sarà realizzato previo idoneo finanziamento entro i prossimi due anni.

La rimozione delle coperture in amianto è prevista in tempi brevi anche per la scuola materna-elementare-media di Montaione e per le scuole materne di Serravalle e Valgardena di Empoli, mentre sono terminati da pochi giorni i lavori all’Asilo nido Arcobaleno di Certaldo e alle scuole materne di Serravalle e Valgardena di Empoli.

Nell’ultimo anno sono state rimosse le coperture in eternit delle scuole materne in Via Meucci e in Via Pier della Francesca a Empoli e della Scuola elementare G. Pascoli in località Fiano nel Comune di Certaldo.

Per quanto riguarda le scuole superiori della provincia di Firenze, nell’Istituto Enrique” di Castelfiorentino parte delle coperture sono state rimosse negli anni 2002, 2003 e 2007; per la porzione rimasta in situ viene effettuato il monitoraggio e c’è nell’intenzione del Circondario Empolese Valdelsa di sostituire in tempi brevi la parte residua delle lastre di amianto con pannelli solari.

Per quanto riguarda la presenza di amianto friabile e fibre minerali artificiali in altri edifici pubblici, come nel Palazzo delle Esposizioni di Empoli, sono state eseguite tutte le bonifiche necessarie.

C’è da precisare che la normativa attualmente in vigore non ha previsto la rimozione di tutto l’amianto in situ (forse perché lo smaltimento della totalità dei manufatti avrebbe potuto costituire un problema ancora maggiore), ma solo il divieto di vendita, commercializzazione, produzione e lavorazione.

Materiali contenenti cemento amianto in matrice compatta (tipo eternit) sono presenti anche negli edifici pubblici E.R.P. (quelli di edilizia popolare) nella provincia di Firenze, gestiti attualmente da Publicasa S.p.A.

Questi materiali sono inseriti in un programma di monitoraggio.

Negli edifici E.R.P. nella provincia di Pisa, gestiti attualmente da A.P.E.S. sepa PISA - ex ATER, nei condomini costruiti negli anni Cinquanta e Settanta potrebbero essere in cemento amianto le doccionate di scarico delle cucine e dei bagni, nonché i relativi sfiati di areazione.

Al momento l’A.P.E.S. sta facendo una verifica al fine di precisare in quali edifici e se sono presenti eventuali manufatti realizzati dai condomini.

Per quanto riguarda gli uffici postali la presenza di cemento amianto è stata rilevata negli uffici ubicati nel comune di San Miniato (per questo sono stati presentati gli aggiornamenti dei Piani di Controllo e Manutenzione) mentre a Castelfiorentino il materiale è stato rimosso in seguito al censimento svolto dalla Asl 11.

Nell’ufficio postale del comune di Santa Croce sull’Arno si stanno completando gli accertamenti per escludere la presenza di amianto.

In Italia, ancora oggi, ci sono 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto (MCA).

Ciò è in parte dovuto agli alti costi richiesti per la loro rimozione; al riguardo stiamo lavorando con le province e i comuni per verificare la possibilità di stabilire una procedura semplificata.

Quali sono i rischi per la salute?

L’amianto è il più potente cancerogeno ambientale conosciuto; nei prossimi anni è atteso un incremento del numero dei casi di tumore e di altre patologie dell’apparato respiratorio correlati all’esposizione ad amianto (asbestosi, carcinoma polmonare, mesoteliomi).

L’amianto provoca circa 4000 decessi l’anno.

Per molti anni il rischio di esposizione a fibre di amianto è stato associato solo all’attività lavorativa dell’amianto, ma in tempi recenti si è iniziato a considerare l’esposizione non professionale indirettamente collegata al lavoro (es. familiari dei lavoratori che svolgono attività con presenza di amianto).

Per quanto riguarda il rischio di esposizione ambientale occorre differenziare l’amianto friabile (ovvero l’amianto libero o tessuto o spruzzato o steso a cazzuola con leganti deboli) dall’amianto in matrice compatta (ovvero il cemento-amianto in buono stato di conservazione, il vinil-amianto, ecc.).

Il primo è di gran lunga più pericoloso per la facile tendenza alla frantumazione (sbriciolamento) e conseguente possibile dispersione in atmosfera.

Ad oggi non ci sono dati che associano la presenza di tetti in amianto ed eccessi di tumori; i casi da esposizione ambientale si sono verificati in aree vicine ai siti di lavorazione o in edifici con materiali in amianto all’interno.

Cosa deve fare un cittadino che ha materiali contenenti cemento amianto?

La verifica dello stato di manutenzione di un manufatto in cemento amianto è un obbligo del proprietario, per tale verifica il privato deve rivolgersi ad un tecnico qualificato.

A seguito della valutazione si possono verificare tre situazioni:

  • il manufatto risulta ancora in buone condizioni: in questi casi è necessario prevedere esclusivamente una valutazione periodica dello stato di manutenzione
  • il manufatto necessita di manutenzione: in questi casi la valutazione dovrà indicare le modalità di intervento
  • il manufatto deve essere rimosso: la valutazione deve prevedere la tempistica per l’esecuzione dell’intervento.

Nel caso un cittadino voglia fare una segnalazione/esposto su un manufatto che ritiene contenere amianto può segnalarlo al Comune.

Infatti, il sindaco, quale massima autorità sanitaria sul territorio, provvede a gestire la segnalazione richiedendo o meno il supporto tecnico dell’Azienda sanitaria o dell’Arpat.

È importante che i materiali non vengano mai abbandonati vicino ai cassonetti o altrove perché in queste condizioni diventerebbero pericolosi per la salute.

Che tipo di bonifica conviene scegliere?

È importante che i cittadini conoscano la differenza tra i vari tipi di bonifica che sono quelli previsti dal Decreto Ministeriale del 6 settembre 1994:

  • rimozione
    le operazioni devono essere condotte salvaguardando l’integrità del materiale in tutte le fasi dell’intervento.
    Comporta la produzione di notevoli quantità di rifiuti contenenti amianto che devono essere correttamente smaltiti.
    Comporta la necessità di installare una nuova copertura in sostituzione del materiale rimosso.
  • incapsulamento
    consiste nell’applicazione di prodotti impregnanti, che penetrano nel materiale legando le fibre di amianto fra loro e con la matrice cementizia, e prodotti ricoprenti, che formano una spessa membrana sulla superficie del manufatto
  • confinamento
    consiste in un intervento di confinamento realizzato installando una nuova copertura al di sopra di quella in amianto-cemento, che viene lasciata in sede quando la struttura portante sia idonea a sopportare un carico permanente aggiuntivo.

La rimozione è sempre il sistema più raccomandato perché risolve il problema in maniera definitiva.

Gli altri metodi (incapsulamento e confinamento) non risolvono il problema e comportano l’attivazione del Programma di Manutenzione e Controllo.

Inoltre, non eliminano il problema dello smaltimento finale di materiali contenenti amianto che alla fine andrà in ogni modo effettuato e, in più, pongono la necessità dello smaltimento di altri materiali pericolosi (incapsulanti).

Da un punto di vista ambientale e igienico-sanitario con l’incapsulamento si immettono nell’ambiente ulteriori sostanze inquinanti pericolose per la salute.

Tutti i metodi di bonifica alternativi alla rimozione presentano a breve termine costi minori.

A lungo termine il costo aumenta per la necessità di programmi di manutenzione, controlli periodici, successivi interventi per mantenere l’efficacia e l’integrità del trattamento.

Tuttavia per la scelta del metodo migliore o per ulteriori chiarimenti il cittadino può rivolgersi alla Asl di competenza.

Chi può fare il lavoro di rimozione dell’amianto?

Lo possono fare sia le imprese sia i cittadini.

La ditta che esegue la bonifica è soggetta alla presentazione preventiva di un piano di lavoro e smaltimento (articolo 256 del D. lgs. 81/2008) all’azienda sanitaria competente.

Se nei trenta giorni successivi l’Asl non ha espresso parere negativo o non ha richiesto modifiche o integrazioni al piano di lavoro, la ditta può procedere con la rimozione (vale la regola del silenzio-assenso).

Anche in caso di incapsulamento, la ditta che effettua i lavori è obbligata a presentare lo stesso piano di lavoro nei casi in cui l’applicazione del prodotto incapsulante deve essere preceduta dalla pulizia della superficie da trattare.

Il cittadino che intende rimuovere in proprio piccole quantità di materiali contenenti amianto compatto ed integro (poche lastre in eternit libere, casse d’acqua, canne fumarie etc.) dovrà darne preventiva comunicazione (non meno di 30 giorni) all’azienda sanitaria competente che valuterà l’intervento dando consigli utili e indicando le cautele da osservare per tutelare la salute di chi esegue il lavoro e dei cittadini vicini.

1/10/2011 ASL 11

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