Tabernacolo dei Giustiziati
Affrescato dall’artista Benozzo Gozzoli
Nel periodo (1466) in cui Benozzo Gozzoli stava illustrando le storie di S. Agostino nella Chiesa di S. Agostino a San Gimignano, i vicari di Certaldo gli commissionarono gli affreschi di questo Tabernacolo dei Giustiziati.
La committenza dei Vicari è evidente dagli stemmi che decorano le incorniciature; fra questi infatti riconosciamo quelli di Castelfiorentino, di Empoli e di altre podesterie sottoposte alla giurisdizione di Certaldo.
Benozzo realizzò l’opera con la collaborazione dell’allievo Giusto d’Andrea.
Il Tabernacolo è detto ”dei Giustiziati” perché qui i condannati a morte dalla giustizia dei Vicari ricevevano l’ultimo conforto religioso e potevano pregare per la salvezza dell’anima.
Venivano offerte loro infatti immagini simboliche: la deposizione di Cristo dalla croce è il momento culminante della storia della salvezza.
Gli affreschi
Nella cuspide del Tabernacolo dei Giustiziati vediamo la Annunciazione; nell’arco dell’intradosso vediamo Dio Padre e la colomba dello Spirito Santo attorniati dagli Evangelisti, che hanno divulgato la predicazione e l’esempio di Cristo.
Gesù è raffigurato nel momento in cui viene deposto dalla croce, alla presenza delle tre Marie e di altri amici.
Completano la scena Iacopo, Antonio Abate (due santi molto venerati nel medioevo) e San Tommaso (patrono di Certaldo).
Sui lati vediamo la crocifissione di San Sebastiano, mentre, sul retro, Cristo è realizzato nello splendore della resurrezione e testimonia la sua vittoria sulla morte e sul peccato.
Tutte queste figure testimoniano la vittoria della fede sul male e la grande religiosità del Gozzoli.
Nonostante i danni arrecati agli affreschi dall’umidità, possiamo scorgere le tonalità dei colori chiari e la luminosità diffusa che porta gli scuri sul piano delle trasparenze d’ombra.
La decorazione riprende i motivi ornamentali tipici del Rinascimento: ghirlande, corone d’alloro, fiori.
Collocazione
Il Tabernacolo dei Giustiziati è situato in piazza dei Macelli presso il torrente Agliena.
Gli affreschi vennero staccati e restaurati nel 1957 per salvarli dall’umidità.
Adesso sono collocati nella Chiesa dei SS. Iacopo e Filippo.
Le lenzuola rubate . . .
Nel periodo compreso tra il 1453 e il 1487 il nostro Benozzo Gozzoli e i suoi allievi, tra i quali Giusto d’Andrea, si trovavano nella vicina San Gimignano per affrescare la Chiesa di S. Agostino.
Proprio allora pare che un discepolo di Benozzo, un certo Giovanni di Mugello, abbia rubato alcune paia di lenzuola ad una contadina.
Benozzo Gozzoli, per impedire che il suo discepolo fosse punito dal Vicario di Certaldo, affrescò il Tabernacolo dei Giustiziati.
